La Leggenda Del Fiore Giacinto: L’amore Impossibile
Un giorno in un piccolo villaggio spartano nacque un bambino e lo chiamarono Giacinto.
Nel villaggio si festeggiò la nuova vita, gli anni passarono e Giacinto cresceva egli ormai aveva compiuto la maggiore età, più cresceva più diventava bello, egli era alto aveva occhi castani e capelli biondi, indossava il chitone un abito color violaceo chiaro quasi lilla con i bordi color verde chiaro.
Era un giorno qualsiasi per Giacinto, come sempre andava in miniera e prendeva del carbone e se era fortunato prendeva anche del ferro, tornava alla luce del sole sempre sporco di carbone e quel poco che riusciva a prendere lo vendeva al fabbro per ricevere qualche moneta d’oro, appena finiva le vendite andava al mercato per prendere quel poco che poteva essendo che i prezzi erano aumentati.
Apollo dio delle musiche e delle arti mediche stava passando con il suo carro come suo solito, passò sopra i mari, montagli e tanti altri posti inimmaginabili per poi passare propio sopra un villaggio spartano, ormai i cavalli erano stanchi e quindi si dovette fermare per la notte, ovviamente un carro trainato da due cavalli volanti non passa cosi tanto inosservato come sperava il proprietario, in nemmeno una decina di secondi mezzo villaggio si trovava lì, il dio era sommerso dalle domande e dalle gentilezze dei abitanti e tra questi ci stava Giacinto, il dio non poté non notarlo, notò subito occhi marroni cosi profondi da non trovare più la superfice, la pelle era chiara e pulita, inoltre quel chitone quasi lilla e con quei contorni verde chiaro gli stavano benissimo.
Il dio non si rese conto che Giacinto se en era accorto che ogni tanno lo guardava, il dio continuava a

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parlare con i comuni mortali come se niente fosse e ogni tanto dava uno sguardo veloce per vedere bene il ragazzo, il dio era anche lui una persona alta e aveva dei capelli color oro che riflettevano la luce del sole, egli indossava un chitone che gli copriva le parti intime, insomma una persona “normale” se non fosse un dio, il sole stava calando e gl’abitanti stavano tornando a casa, ormai anche Giacinto doveva andare, mentre andava sentì una mano afferrare il suo braccio, egli si girò di scatto non capendo cosa succedeva, ma a prendergli il braccio fu propio il dio, egli non avendo mai visto un dio in tutta la sua vita non sapeva come rivolgersi ad esso, ma soprattutto non sapeva che dio era ma fortunatamente il primo a parlare fu il dio notando l’agitazione del ragazzo, il dio disse:” salve ragazzo, ti volevo chiedere dove si trovava il fabbro più vicino, purtroppo una delle ruote del mio carro si è rotta e non so come poterla riparare, ah dimenticavo piacere io sono Apollo.”
Il ragazzo nella sua testa aveva cosi tante domande sul cercare di capire perché lo ha chiesto proprio a lui e non ad altra gente, perché? alla fine si senti chiamare:” hei ci sei? non pensavo di far questo effetto alle persone” disse scherzoso il dio, il ragazzo si risvegliò dai suoi pensieri e disse:” oh scusami veramente, mi ero perso nei miei pensieri, comunque se vuole la posso accompagnare al fabbro, si trova qua vicino dietro proprio questa montagna, io ci lavoro con il fabbro mi insegna da quando sono piccolissimo” il dio rispose:” mi farebbe molto piacere.”
Entrambi andarono dal fabro e Giacinto gli riparò la ruota cosi che poteva andare in ogni momento , il mortale stava tornando nella sua umile casa ma il dio gli chiese di fargli compagnia cosi da non rimanere da solo essendo che non poteva partire subito perche i cavalli erano stanchi, Giacinto ci rifletté su perche una cosa del genere non succede mai quindi accetto, parlarono del più e del meno, a un punto il dio chiese :” ti va di rimanere amici, e magari parlarci spesso?”, il mortale a questa domanda stava esplodendo dento, aveva tutte le emozioni mischiate e rispose immediatamente di si, beh non è una cosa che accade da tutti i giorni che un dio arriva e ti chiede di essere amici, solo che lui non sapeva il dio si era preso una cotta per lui.